” John 3,32″ una analisi che passa tra le emozioni di chi quella notte perse un pezzo di se”. Il libro è di Fabio Picuti, magistrato che dipinse l’accusa al processo “Grandi Rischi”, poi tutto finì in assoluzione.
Sono andato ad Onna, il bellissimo borgo distrutto dal Sima del 2009 per ascoltare Fabio Picuti , magistrato d’accusa in primo grado del processo alla commissione grandi rischi. Chiese ed ottenne 6 anni di reclusione per gli scienziati e per il vice capo della protezione civile, per il comportamento avuto da una struttura tecnica dello Stato . Sappiamo ,se non lo sapete ve lo dico io , in secondo grado e in cassazione le cose andarono diversamente, gli scienziati furono assolti.
Passò’ la linea che quella non era una riunione ufficiale. Io mi chiedo. Ma allora perché erano stati chiamati lì? La coscienza, non solo dei giudici, per giustificare i 309 morti fu quella di condannare il vice capo De Bernardiniis per quella avventata frase ” facciamoci un bel bicchiere di Montepulciano, va tutto bene”. Due anni ,la pena, non menzionata sul casellario giudiziario, quindi senza nessuno strascico per il vice presidente della Protezione Civile. Io lo racconto, tra l’altro ritengo che le colpe siano tante e con tanti protagonisti , nel libro che ha visto la collaborazione di Giustino Parisse ” noi non abbiamo colpe” che, faccio pubblicità, sarà presentato il 10 a Roseto, il 20 a Montorio e il 21 giugno a Tempera. Poi altri incontri a Luglio.
Giustino nella “casa Onna” ha presentato il libro di Fabio Picuti, editore Alfredo Murgo, che esce a 16 anni dal sisma. Il titolo è particolare “John 3.2”. Originale . Certo bisogna avere un aiutino ma poi è tutto chiaro. Occorre tradurre il nome in italiano e capire cosa sono i numeri 3 e 32 che ovviamente richiamano l’ora .
Picuti cita il Vangelo secondo Giovanni e prende in prestito il capitolo 3 e il versetto 32. “Egli rende testimonianza di quello che ha veduto e udito, ma nessuno riceve la sua testimonianza.”.
È la sua guida per raccontare in modo semplice e approfondito il suo ruolo di accusa nel processo alla commissione grandi rischi . “Nessuno riceve la sua testimonianza “ è il metro che ha seguito:non parla nelracconto delle prove raccolte illustra lo stato emozionale di chi chiedeva un colloquio con lui per denunciare di episodi che avevano portato alla morte di un caro. Ne esce fuori una cosa che commuove, che non fa perdere, senza dirlo, che le responsabilità sono state pesanti, dolorose, sovraumane.
Ho donato il mio libro al dottor Picuti. Abbiamo parlato del terremoto nello stesso momento dopo sedici anni. Io parlo di documenti del dolore ,lui parla delle emozioni ascoltando il dolore. Un libro nello stesso momento, senza nemmeno conoscersi.
Pensate io ero anche testimone al processo grandi rischi. Aveva chiesto la mia testimonianza l’avvocato Wania Della Vigna , in quel processo per la difesa dei ragazzi deceduti alla casa dello studente. Ero lì quella mattina ma poi non fui chiamato. Ero tra quelli che dovevano raccontare sensazioni e non fatti.
Accusa e difesa decisero di tagliare me e altri giornalisti, i testimoni da sentire erano tanti e a L’Aquila, ricordo, nevicava abbondantemente.
Quindi nessun contatto prima della presentazione del suo libro. Abbiamo deciso di rivederci ad Onna quando Giustino Parisse organizzerà la presentazione del libro. Insieme siamo stati a Rete 8 lil direttore Carmine Perantuono ha organizzato una diretta. Anche Carmine supporta questo libro. Ecco l’intervista
