Gigino:la storia di Mario Giunco

Gigino:la storia di Mario Giunco

LUIGI “GIGINO” BRACCILI

Luigi “Gigino” Braccili (Roseto degli Abruzzi, 26/11/1929 – 9/6/2014) è stato docente, dirigente del Centro di servizi culturali della Regione Abruzzo di Giulianova, giornalista e scrittore.Giovanissimo iniziò a scrivere sul “Il  Messaggero “ per poi passare a “Il Tempo” e conclude da protagonista nelle pagine culturali con “Il Centro” .L’Abruzzo era nel suo cuore – si potrebbe dire di lui – ma soprattutto Roseto, che accompagnò per mezzo secolo nel suo sviluppo, come osservatore attento, spesso critico, ma sempre umanamente partecipe alle vicende del suo paese.

Organizzatore di cultura, ha contribuito alla nascita della Civica raccolta d’arte del Comune (1985) e del Museo della cultura materiale di Montepagano (1985), incrementando la dotazione di opere d’arte e l’acquisizione di significativi reperti. Il suo nome è legato anche alla valorizzazione di artisti locali: i “pittori della luce” (Pasquale, Raffaello, Luigi e Riccardo Celommi), i ceramisti Pier Giuseppe Di Blasio e Serafino Mattucci, il fotografo Italo Del Governatore e tanti altri giovani promettenti, che devono alla sua penna un incoraggiamento, mai immotivato. Parimenti notevoli sono le sue ricerche sul brigantaggio postunitario e quelle, che si basavano su testimonianze di prima mano, su episodi poco noti o controversi della Seconda guerra mondiale nel teramano. E non da ultime la sua passione per l’arte culinaria e per i complessi bandistici.

La sua fonte principale era  l’archivio privato (libri, giornali, schede, appunti), meticolosamente aggiornato, fondamento di ogni ricerca, sia che fosse dedicata alla storia, alle tradizioni popolari, allo sport, ai mestieri e ai giochi scomparsi.“Una autentica ‘curiosità’ – ha scritto Mario Giunco – che si univa al suo amore per gli uomini e i fatti, anche quelli minuti, per gli aneddoti, la piccola storia, che non ha spazio sui libri, condita dalla sua ironia o dalla sua indignazione. Alla funzione pedagogica, oltre che liberatoria e libertaria, della scrittura – lui che era stato insegnante e giornalista d’assalto, cronista di nera, di sport, di politica – non rinunciava mai”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *