Filomena, la Santa sparita dal calendario

Filomena, la Santa sparita dal calendario

di Mario Giunco

“San Gennaro, fottitene” scrisse un ignoto burlone all’indomani della cancellazione del santo dal Martirologio Romano, decretata dalla Sacra Congregazione dei Riti nel 1961. I napoletani non se la presero più di tanto. Diversa sorte toccò a santa Filomena, l’antica patrona di Roseto, cui era stata dedicata, nel 1870, la chiesa madre, ricostruita nel 1895.

Non appena reso noto il decreto di desantificazione, nel volgere di una notte scomparvero tutte le tracce del culto preesistente, tra cui i “santini”, una reliquia (frammento di osso) con ostensorio, acquistata a Nola, una statua lignea e una lunetta di rame, dipinta da Pasquale Celommi, dopo molti anni restaurata e riesposta nel luogo sacro. Il nome “Filomena”, molto bello ed evocativo, ha continuato ad avere diffusione in tutta Italia e anche a Roseto. Il culto risale al 1802, quando a Roma, nelle catacombe di santa Priscilla, furono rinvenuti i resti di un corpicino, coperto da tre tegole di terracotta con la scritta PAX TECUM FILOMENA, cioè “la pace con te, carissima”.

La fantasia popolare fece il resto, trasformando l’aggettivo “carissima” nel nome di una donna e ricamandoci intorno il toccante “mélo” di una giovinetta, figlia di un re greco, che resiste al crudele imperatore Diocleziano ed è condannata a successivi (inutili) supplizi, fino alla decapitazione. L’ancora e le frecce, che accompagnano l’immagine, fanno riferimento a quei tormenti, mentre la palma è simbolo del martirio. Per la verità sorse più di un dubbio sulla “santa nova”. Se ne fece interprete il poeta Giuseppe Gioachino Belli (1791-1863), di giorno occhiuto censore papale e di notte sboccato cantore della plebe trasteverina, che le dedicò cinque sonetti sulfurei.

Il culto si diffuse rapidamente nell’intera Europa, favorito dalla comparsa di alcune reliquie e dalla “rivelazione”, l’autobiografia, dettata a una suora e approvata dalle autorità ecclesiastiche nel 1833. Ebbe peso anche l’immagine accattivante, che ne fecero alcuni pittori, fra cui Prospero Minghetti (1786-1835), Carlo Zatti (1809-1899), Adeodato Malatesta (1806-1891). Pasquale Celommi (1851-1928) la rappresentò come una giovane leggiadra, in perfetto stile liberty. Filomena fu accolta a pieno titolo nel calendario, fino al 1961. Dopo la chiesa fu dedicata a santa Maria Assunta, con festa il 15 Agosto, come lo era per la precedente patrona. 

A questo punto potete approfondire l’argomento cliccando su Santi e Beati d’Abruzzo scritto da Luigi Braccili

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