“Lui mi picchiava e la sua famiglia mi diceva di stare zitta perché mi avrebbero tolto mio figlio”.

“Lui mi picchiava e la sua famiglia mi diceva di stare zitta perché mi avrebbero tolto  mio figlio”.

Nei primi due mesi e sette giorni di marzo( le statistiche sono di giovedì scorso) sono state 20 le donne uccise. Donne che ieri , è macabra ironia la mia , non hanno festeggiato la festa della donna. Per scrivere questo pezzo ho si consultato i dati aggiornati del ministero dell’Interno.

Poi sul web “sono corso” a quelli del ministero della salute che parlano di bullismo e cyberbullismo. Ritengo i numeri complementari tra i due studi perchè a mio avviso oggi si uccide senza pensare minimamente a quello che si compie e , forse, la spiegazione è da trovare tra i “numeri giovani”. Ad esempio analizziamo il bullismo nelle scuole .Non è vero che è un fenomeno che si esplica soprattutto nelle scuole superiori .

Gli 11enni vittime di bullismo sono il 18,9 % dei ragazzi e il 19,8% delle ragazze; nella fascia di età di 13 anni sono il 14,6% dei maschi e il 17,3% delle femmine; gli adolescenti (15 anni) sono il 9,9% dei ragazzi e il 9,2% delle ragazze.

Strettamente correlato al bullismo è il fenomeno della violenza domestica. I minori esposti a episodi di violenza familiare sono più propensi a esercitare forme attive di bullismo nei confronti dei compagni o a essere vittime di bullismo.

Per quanto riguarda il cyberbullismo , quello che usa i mezzi di comunicazione, i social , il ministero della salute ci dice che 

 la facilità di accesso a pc, smartphone, tablet consente al cyberbullo di commettere atti di violenza fisica e/o psicologica, anche in anonimato, mediante i social network, e di offendere la vittima mediante la diffusione di materiale denigratorio (testi, foto e immagini) o la creazione di gruppi contro. Si tratta di un uso inappropriato della rete, realizzato fuori dal controllo degli adulti, con cui i ragazzi si scambiano contenuti violenti, denigratori, discriminatori, rivolti a coetanei considerati diversi per aspetto fisico, abbigliamento, orientamento sessuale, classe sociale o perché stranieri. Questi gli allarmanti dati :

Nella fascia di età 11 anni risultano vittime di cyberbullismo il 17.2% dei maschi e il 21,1% delle femmine; i 13enni coinvolti sono il 12,9% dei ragazzi e il 18,4% delle ragazze; gli adolescenti di 15 anni sono il 9,2% dei maschi e l’11,4% delle femmine.

E allora per fare una festa dopo, occorre prima un impegno prima, che porti al cambio di mentalità. Questi numeri dei “ piccoli” tirano in ballo i grandi. Chiedono impegno da parte degli adulti che in fin dei conti sono quelli che hanno in custodia i giovani prima che questi spiccano il volo. 

Per parlare della festa della donna ho trovato nel mio archivio un cortometraggio realizzato da mio figlio Gianluca , in piena autonomia . Tanti anni fa .Supportava il grande lavoro che l’associazione il Guscio E’ tratto da un libro di Andreina Moretti, presidente di questa fantastica associazione e motore di un messaggio ripetuto perchè il problema , forse è una banalità ma i dati smentiscono questa sensazione , è ormai di tutti i giorni. Attrice del corto la bravissima Sara Iannetti, gli altri attori sono del nucleo familiare di Andreina ,segno questo che è molto importante parlarne in famiglia. . Mi piace trasmettere questo video perchè mi rende fiero di mio figlio, Gianluca Braccili, che ha lavorato alle riprese, alla regia e al montaggio .Spero continui a raccontare e a denunciare quello che non va.

2 pensieri su ““Lui mi picchiava e la sua famiglia mi diceva di stare zitta perché mi avrebbero tolto mio figlio”.

  1. Il racconto condensa in pochi minuti di filmato la storia di una tragedia familiare piú diffusa di quanto si pensi: una denuncia che va raccolta, prima che dalle forze dell’ordine, dalla società civile, dal passante occasionale, dal vicino di casa. Da una educazione civica finalizzata al reciproco sostegno e alla reciproca difesa. È quanto suggerisce il filmato, ed è quanto andrebbe assecondato, senza nessuna riserva!

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