“Ed io… fuori luogo, fuori tempo eppur presente”. L’Alzheimer in una famiglia.
Visita di controllo da Biagio Di Giuseppe, persona stimata e poi è il mio dentista. Mi dice che ci dobbiamo rivedere e mentre ci salutiamo stampa un foglio. Non lo leggo subito ma a casa. Sono in quel foglio. Con me la mia famiglia, mio padre e lei, Elena, la mia adorata mamma. Sono poche righe. Ho avuto da Biagio l’autorizzazione a pubblicarla.
di Biagio Di Giuseppe
VOLTI NUOVI (1)
ESTRANEI
FRATTURATI
SCONOSCIUTI
EMOZIONI FRAGILI (2)
INNOCUE
ASSENTI
SGUARDI NELLA NEBBIA (3)
SENZA CURIOSITà
SENZA ABITUDINE
RIFLESSI DI SPECCHI INCRINATI
PALLIDI ECHI DI PAROLE (4)
LACRIME EVAPORATE
NOSTALGIA DEL DOLORE
PENSIERI? (5)
NO UN ARCIPELAGO
DI RICORDI SBIADITI
SENZA PROFONDITà
MONOTONI
PAROLE (6)
INESPRESSE
RIVOLTE
ALLE INCRESPATURE
DEL TEMPO
IL TEMPO…. (7)
INSENSIBILE
STANCO
OPACO
SEMPRE
NUOVAMENTE ANTICO
ED IO…
FUORI LUOGO
FUORI TEMPO
EPPUR
PRESENTE (8)
SUNTO DI QUESTE RIGHE .Il “mondo” percepito da un malato di ALZHEIMER
(1) Ogni giorno, ogni ora e attimo gli affetti appaiono ignoti
(2) I sentimenti scompaiono lasciando un vuoto relazionale
(3) Gli occhi percepiscono immagini indifferenti
(4) Essere sordi, ciechi e muti pur avendo i sensi intatti
(5) Tracce di un vissuto “dimenticato” che appare a tratti, fragile e“nuovo”
(6) Un linguaggio assente rivolto al tempo sospeso e immoto
(7) Come una giostra senza suoni e colori
(8) La “scomodità” di esserci
