“Ed io… fuori luogo, fuori tempo eppur presente”. L’Alzheimer in una famiglia.

“Ed io… fuori luogo, fuori tempo eppur presente”. L’Alzheimer in una famiglia.

Visita di controllo da Biagio Di Giuseppe, persona stimata e poi è il mio dentista. Mi dice che ci dobbiamo rivedere e mentre ci salutiamo stampa un foglio. Non lo leggo subito ma a casa. Sono in quel foglio. Con me la mia famiglia, mio padre e lei, Elena, la mia adorata mamma. Sono poche righe. Ho avuto da Biagio l’autorizzazione a pubblicarla. 

Un abbraccio a chi ha vissuto o vive questo percorso mai in pianura, che non ti lascia mai…nemmeno quando smette di battere il cuore della tua cara mamma. Ho pensato di proporre alla fine quello che pensa Lino Banfi attraverso un cortometraggio di Michele Bravi “Ricordo io per te”

di Biagio Di Giuseppe

 VOLTI NUOVI (1) 

ESTRANEI 

FRATTURATI 

SCONOSCIUTI 

EMOZIONI FRAGILI (2) 

INNOCUE 

ASSENTI 

SGUARDI NELLA NEBBIA (3) 

SENZA CURIOSITà 

SENZA ABITUDINE 

RIFLESSI DI SPECCHI INCRINATI 

PALLIDI ECHI DI PAROLE (4) 

LACRIME EVAPORATE 

NOSTALGIA DEL DOLORE 

PENSIERI? (5) 

NO UN ARCIPELAGO 

DI RICORDI SBIADITI 

SENZA PROFONDITà 

MONOTONI 

PAROLE (6) 

INESPRESSE 

RIVOLTE 

ALLE INCRESPATURE 

DEL TEMPO 

IL TEMPO…. (7) 

INSENSIBILE 

STANCO 

OPACO 

SEMPRE 

NUOVAMENTE ANTICO 

ED IO… 

FUORI LUOGO 

FUORI TEMPO 

EPPUR 

PRESENTE (8) 

SUNTO DI QUESTE RIGHE .Il “mondo” percepito da un malato di ALZHEIMER 

(1) Ogni giorno, ogni ora e attimo gli affetti appaiono ignoti 

(2) I sentimenti scompaiono lasciando un vuoto relazionale 

(3) Gli occhi percepiscono immagini indifferenti 

(4) Essere sordi, ciechi e muti pur avendo i sensi intatti 

(5) Tracce di un vissuto “dimenticato” che appare a tratti, fragile e“nuovo” 

(6) Un linguaggio assente rivolto al tempo sospeso e immoto 

(7) Come una giostra senza suoni e colori 

(8) La “scomodità” di esserci 

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