E se ci fossi anche io tra quelli che devono fuggire?

E se ci fossi anche io tra quelli che devono fuggire?

Purtroppo la maggior parte dei record di questo terzo millennio registra anche quello delle persone fuggite dal proprio paese. Nel 2022 sono state quasi 109 milioni di persone. Magari ci sarà anche chi dice che, rispetto ai 7 miliardi di uomini sul pianeta , non sono poi tante. Qualcuno aggiungerà ” non sono nemmeno della nostra Europa” .Così non è pensando all’ Ucraina e a quello che succede nell’ex Yugoslavia. Oggi è la giornata del rifugiato .Quello che a Roseto chiede , parliamo di Ucraine, di restare nella cittadina e di non essere spostato in Puglia.Lo chiede perchè la guerra non permette loro di tornare a casa , forse per tanto tempo o forse per sempre, e nella cittadina le donne hanno trovato lavoro e calore e i loro piccoli una scuola che li accoglie.Il regolamento dice che non comandano loro, il regolamento non ha cuore e chissà quali progetti in testa. Più di cento milioni di persone nel mondo non abitano più nella loro casa, noi si.

Ma siamo sicuri che questo non avvenga anche per noi.I popoli delle nazioni più povere devono subire anche fuori da casa questa mancanza di democrazia e trattamenti da “essere inferiori”. Ma noi siamo ricchi? Abbiamo i soldi sufficienti per affrontare come milioni di persone un problema enorme? Visto il debito pubblico oggi siamo supportati dall’Europa .Qualche partito politico vorrebbe anche uscire e dettare poi nuovo regole. Solo la democrazia ci può salvare. Questo è un articolo di “Buone Notizie” supplemento del Corriere della sera.

Il naufragio di Pylos, quello di Cutro ma anche la guerra in corso in Ucraina, assieme ai conflitti in altre parti del mondo e agli sconvolgimenti provocati dal clima. Non passa giorno in cui le notizie non ci raccontino del dramma di chi è costretto ad abbandonare la sua casa per sopravvivere. Ma, oltre ai singoli eventi, nella Giornata mondiale del rifugiato un ragionamento si rende quando mai necessario.  
Secondo il principale rapporto annuale dell’UnhcrGlobal Trends in Forced Displacement 2022, lo scorso anno ha visto  il numero di persone costrette alla fuga a causa di guerre, persecuzioni, violenza e violazioni dei diritti umani salire al livello record di 108,4 milioni, con un aumento senza precedenti di 19,1 milioni rispetto all’anno precedente. Ma non solo. I numeri ci dicono anche che, sia in base a misure economiche sia in rapporto alla popolazione, sono sempre i Paesi a medio e basso reddito a ospitare la maggior parte delle persone in fuga.
E ci spiegano come i fondi disponibili per far fronte alle molte crisi di rifugiati in corso e per sostenere le comunità che li ospitano, sono stati molto inferiori alle necessità e rimangono a tutt’oggi insufficienti, nonostante i bisogni umanitari crescenti.  Questo vuole dire, in pratica, che la governance mondiale sta fallendo nell’affrontare una sfida prioritaria e non riesce a prevenire ulteriori crisi.  “Accogliere è la parola chiave di questi tempi.
Una parola che racchiude il senso di una cultura e di una civiltà”, scrive Andrea Riccardi, storico e fondatore della Comunità di Sant’Egidio che da anni offre accoglienza ai profughi e ai più vulnerabili, autore con Lucio Caracciolo, di Accogliere (Piemme 2023).   Tradotto, significa che questa crisi non riguarda solo migranti, sfollati, rifugiati politici e climatici ma ci pone di fronte alla risposta che decidiamo di dare alle aspirazioni individuali di ciascuno di noi, qualunque sia la latitudine del mondo in cui si trovi. Essere aperti o chiusi all’accoglienza determina in pratica una maniera di stare al mondo. E ha a che fare con la sopravvivenza del modello di governo basato sulla democrazia, quello che garantisce la nostra sopravvivenza. 

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