E’ la notte dei Faugni, gli atriani aspettano per l’intero anno questo evento “magico”, per stare tutti insieme.

E’ la notte dei Faugni, gli atriani aspettano per l’intero anno questo evento “magico”, per stare tutti insieme.

E’ una tradizione secolare. Parte da un rito dove la preghiera veniva e viene spontanea e , soprattutto, è un momento di convivenza, sociale. E’ qualcosa di anomalo in questo periodo che stiamo vivendo, quasi “una novità”: la voglia di stare insieme, di sorridere insieme, alzarsi tutti insieme prima dell’alba ad Atri. Magari, non è provato, due persone che non si parlano per un banale litigio, tornano a salutarsi. E poi i giovani, alla prima esperienza, quella notte, pensano:” Allora si può stare insieme…è proprio bello!!!”

I ” faugni” di Atri sono dentro gli abitanti della città degli Acquaviva. Qualcosa che si tramanda. Non è una “manifestazione per vecchi”, è una comunità che esalta l’appuntamento. Che faccia freddissimo ,piova o la neve è sulle strade, sono pochissimi quelli che alle 4 non saranno in piazza, davanti al Duomo e al teatro.

Troveranno un grande fuoco “lavorato” nelle ore prima . Cappello, guanti e una fascina di legna in mano e …si parte, come succede va dalla notte dei tempi. Una accortezza è dovuta, Il cappotto da usare è quello che non metti più da tempo, che hai deciso di buttare. Lo vai, magari, a ritrovare in cantina. Non importa che sia vecchio, perché durante la processione con i Faugni in mano, probabilmente dopo sarà bucato ,ancora più di prima, dal fuoco che “parte” dalla fascina .

Bisogna esserci per capire e vivere al meglio la nottata. Io ci provai nel 2006 con questo servizio che “virtualmente” poteva essere trasmesso secoli fa. Lo spirito è lo stesso, la festa entra dentro insieme alla tradizione.

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