Don Angelo, nato per i più deboli
Trentacinque anni di sacerdozio. La parrocchia di S. Rocco a Matera sempre nel cuore., Un esercito senza armi di 4mila parrocchiani. La chiesa di San Rocco è collocata in una zona storica e centrale della città lucana.
Lo spirito è quello di Don Tonino Bello, il prete con il grembiule che è simbolo del lavoro instancabile che si fa quotidianamente insieme ai tanti volontari. Se si crede nel prossimo, i risultati arrivano. I posti letto sono cresciuti esponenzialmente fino a diventare due strutture di accoglienza dedicate, ovviamente, a don Tonino Bello e, altrettanto ovviamente, alla Madonna della Bruna. Due case che diversificano la tipologia di ospiti, rispondendo a specifiche domande emerse dal territorio.
L’immobile intitolato al vescovo pugliese che si trova proprio adiacente alla chiesa, è stato inaugurato nel 2018 ed è destinato a contrastare l’emergenza abitativa che riguarda migranti (richiedenti asilo e profughi) – l’accoglienza avviene in seguito alla segnalazione delle autorità locali di pubblica sicurezza su indicazione della Prefettura – ma anche tanti italiani travolti da una situazione economica insostenibile per la perdita del lavoro o a causa di una separazione. La seconda struttura accoglie, invece, detenuti in permesso premio per consentirgli di stare con le loro famiglie.
Io ho avuto la fortuna di incontrare Don Angelo, nel suo centro di Matera.
