Gigino che raccontava di coloro che scrissero almeno una bella pagina di storia
“Grandi “Abruzzesi raccontati sinteticamente ,senza nemmeno rispettare gli anni di nascita. Questa regione ha avuto uomini importanti da me studiati per una fortuna:mio padre ha scritto numerosi libri con un fine ben preciso che ho fatto mio. Far conoscere chi , in vari campi, ha messo in pratica la propria cultura per far crescere la società. Ogni 15 giorni proporrò tre personaggi illustri.
CESARE DE TITTA

Umanista e latinista insigne morì a 71 anni, nel 1933, a S. Eusanio del Sangro, paese natio. Rimasto orfano, a sedici anni ricevette dal Comune un assegno mensile per frequentare il Seminario di Lanciano. Dopo aver scritto “Saggi di traduzione di Catullo” fu incaricato dal ministero della pubblica istruzione di insegnare latino nei ginnasi del Regno. Accanto ai suoi studi intorno al latino ,De Titta è ricordato per una vasta produzione di versi dialettali che rimangono tra i più belli della poesia vernacola abruzzese .Importante, tra le sue opere una grammatica della lingua italiana.
ANGELO PELLEGRINI

Nato a Stiffe, frazione di San Demetrio nei Vestini, , vicino L’Aquila, il 10 marzo del 1791 fin da giovanissimo allacciò rapporti con i principali cospiratori italiani.A 24 anni partecipò alla difesa di Antropico.Caduto il governo costituzionale si mise a capo del movimento insurrezionale abruzzese.Fu tra i protagonisti l’8 settembre del 1841 della sommossa aquilana.L’anno dopo fu arrestato e condannato a morte,,pena commutata in 25 anni di prigione.Amnistiato continuò la sua opera di cospiratore.Fu infine condannato all’esilio che scontò in Inghilterra.
PIETRO POLIDORI

Nacque a Fossacesia nel 1687. Studiò filosofia e teologia a Napoli. Ordinato sacerdote si trasferì a Nardo dove ebbe l’incarico di segretario del Vescovo.in questo periodo approfondì gli studi umanistici dando vita a numerose iniziative culturali.Fondo i periodici “la galleria di Minerva”e “il giornale dei letterati”. Riaprì “l’accademia del Lauro” nato un secolo prima nella città di Nardo’ ribattezzandola “l’accademia degli infimi”. Con la bolla papale di Clemente XII fu nominato beneficiario nella Basilica di S.Pietro . Partecipò al fermento culturale dell’Arcadia con il nome di Polidoro Anchisio.
