Mi scusi, non la capisco. Mi parli per favore nella lingua montoriese.

Mi scusi, non la capisco. Mi parli per favore nella lingua montoriese.

I familiari cercano uno sponsor per ristampare dizionario e vocabolario della lingua montoriese. Già lingua e non dialetto e se ci si pensa bene per tanto tempo,secoli , le comunità locali autonomamente “plasmavano” il modo di capirsi.

Poi arrivò L’Unità d’Italia ma dopo , molto dopo ,merito anche della Rai con “non è mi troppo tardi” del maestro Alberto Marzi , due persone di due luoghi opposti geograficamente cominciarono parlando tra loro a capirsi.

Manlio Patriarca lo incontrai che aveva 80 anni . Il tramite la collega Catia Di Luigi, alla quale devo, con le sue dritte, il successo di tanti miei servizi tra la gente comune. Manlio ,dipendente delle Poste, non “studi alti” ma con una passione. Quella di raccogliere i modi di dire della sua Montorio . “Il montoriese” -diceva-  è una lingua,  ha ben nove vocali. Ne uscì una intervista che seguendola bene è la storia dei nostri nonni

Un pensiero su “Mi scusi, non la capisco. Mi parli per favore nella lingua montoriese.”

  1. Caro Umberto, resta pesante come un macigno la responsabilità storica di una classe dirigente che non seppe prevenire e attutire i danni di un disastro annunciato ma che si prodigò a sottovalutare, rassicurare. PASSERÀ ALLA STORIA come esempio della estrema decadenza e inadeguatezza della medesima classe dirigente

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