Castelnuovo di Campli, nove anni fa, come Niscemi oggi. Abruzzo tra le “migliori” nel non prevenire il dissesto
Il 90 per cento dell’Italia è a rischio frana ma invece di prevenire , che costa molto di meno, si aspetta il dramma. I “soliti malpensanti” dicono che mettere a posto una frana non porta voti, aspettare che venga giù ,si. . Approfondento i dati ISPRA 2024-2025 , clicca qui per vederli , l’Abruzzo è una delle regioni con la più alta esposizione al rischio di frane in Italia, a causa della sua conformazione geomorfologica.• Comuni a rischio: Il 99,7% dei comuni abruzzesi (304 su 305) è classificato in aree a pericolosità per frana, alluvione o erosione costiera.
• Superficie esposta: Circa il 23% del territorio regionale è a rischio frana (considerando i vari livelli di pericolosità P1-P4). Di questo, il 15,4% (1.669 km^2) è in aree a pericolosità elevata o molto elevata (P3 e P4).• Popolazione coinvolta: Circa il 7,3% della popolazione regionale vive in zone a rischio, con punte che superano il 10% nei comuni delle aree interne e ultraperiferiche.
La provincia di Chieti detiene la “maglia nera” per estensione delle aree a rischio elevato.
Incredibile, sicuramente, penumero di ettari le immagini proposte in questi giorni di Niscemi in Sicilia. L’estensione della frana è spaventosa ma se vi accontentate di vedere stesso tipo di frana con un fronte più piccolo, stessa cosa successe nel 2017 a Castelnuovo di Campli dove la collina di arenaria e argilla , esattamente come a Niscemi, venne giù .
Su quella collina era stata costruita una frazione che fu tutta evacuata, come appunto Niscemi. Lo scorso anno la posa della prima pietra delle nuove abitazioni spostate di 200 metri . Non prima del 2027, dieci anni dopo, gli abitanti della frazione torneranno in una casa di proprietà.
Quanto si è speso per prevenire la frana? Chi ha vietato di costruire in quel luogo? Nessuno .
Sempre nel 2017, sempre nella stesso periodo stessa sorte giunse per Ponzano, una frazione di Civitella del Tronto . Lì la collina venne giù lentamente e le case vennero spezzate dal movimento della terra. In quella zona c’è il divieto di costruire “per sempre”. Ponzano sta rinascendo a decine di chilometri. Non mi risulta che qualche amministratore o qualche ente preposto abbia pagato per l’autorizzazione a costruire in quello che oggi è e resterà, un borgo fantasma.
Questi ed altri esempi dell’incuria della politica che poi ricade sulle nostre tasse nel filmato che vi propongo.
