Cara politica, vi preghiamo, mostrate i nostri gioielli culturali. Non teneteli in una cassaforte.
Due settimane fa lo stimatissimo Mario Giunco clicca qui se vuoi leggere l’articolo ci ha raccontato dello “strano” ritrovamento di due quadri di Pasquale Celommi ritrovati da Maria Cristina De Nuntiis, per caso all’interno del giardino della villa comunale di Roseto. Maria Cristina commentando sul blog ha detto di sentirsi ” una seconda mamma” di tanta bellezza che il “primo pittore della luce” ha creato.
Nell’articolo Mario ha sottolineato che sono ben 10 le opere dell’artista rosetano (“Il ciabattino”, “Saluto all’aurora”, “Nel campo di lino”, “Odalisca”, “Autunno”, “Nellina”, “Il segreto”, “Ritratto di donna”, “Ritratto di uomo”, “Scena di mare”) invisibili da 10 anni a chi vuole ammirarle, studiarle, offrirle ai turisti.
A queste aggiungo i “capolavori” di Italo Del Governatore, foto che raccontano e che ci raccontano, parlano del popolo.. Ritengo che Italo e Pasquale Celommi, attraverso la propria arte, siano stati i primi giornalisti di Roseto.
L’appello alla politica è proprio quello di trovare, dopo la scellerata decisione di 10 anni fa che ha portato a trasformare la villa comunale di Roseto in un luogo dove si affrontano le emergenze climatiche, di tornare a 10 anni fa e rendere la naturale casa della cultura, un luogo da visitare , cittadini e turisti, per “regalare” il bello, confrontarlo con quello che succede oggi.In subordine , se dopo il vostro pasticcio non è possibile, prevedete un locale all’interno di villa Clemente che avete annunciato sarà nuovamente resa fruibile dopo l’altro scempio della politica che ha provato a buttarla giù.
I cittadini rosetani vogliono uno spazio culturale all’altezza dove poter mettere in mostra quello che di bello hanno lasciato Pasquale Celommi e Italo Del Governatore. Se chi ha in mano le redini di questa decisione perda due minuti del prezioso tempo e guardi questo filmato che ho preparato.
