Anche a Natale chiedono il “dopo di noi” per il proprio figlio fragile
A Natale “bisogna” essere buoni. E gli altri 364 giorni? E già, i regali sono sotto l’albero, ma poi luci , palline colorate, regali …scompaiano . Prendiamo il problema del “dopo di noi”, quella meravigliosa idea che prevede un luogo accogliente per quei figli fragili dopo la morte dei genitori.
In Abruzzo dovevano essere almeno 5 e poi crescere per numero in tutta la regione. Niente. La giustificazione a tale mancanza da parte delle istituzioni è che un “dopo di noi ” costa tantissimo. E allora arriva l’ipocrisia di Stato. Se una casa per ospitare i ragazzi costa costruirla, costano assistenti 24 ore su 24 , luce riscaldamento acqua, i pranzi…perché almeno quando i genitori sono in vita non si riconosce loro un contributo “pesante” per quello che fanno?.
L’unione europea , un decennio fa, ha richiamato l’Italia perché i genitori che sono vicini ai propri figli, almeno uno dei due rinuncia al lavoro e quindi alla pensione, non sono sulla finanziaria annuale dello Stato con un intervento. Tanti sacrifici, nessun compenso, nessuna pensione.
I genitori anche i giorni della festa per tutti ma anche negli altri non riescono a rispondere ad un amaro quesito: ” che ne sarà di mio figlio fragile alla nostra morte?”.
Certo ci sono le RSA dove questi figli saranno ospitati. Ma ci sarà amore, ci sarà accortezza per un raffreddore, per un lamento che magari arriva da un mal di pancia improvviso?
Natale è una festa. Ci si scambiano regali, abbracci ,sorrisi, carezze. Questi genitori sognano “carezze ” tutto l’anno”. Per favore fate qualcosa, agite
