“A noi tutti tutti mancano dei pezzettini, ma la vita non finisce mai di stupirci”. Bebe Vio
Ho provato l’intelligenza artificiale, digitando “Umberto Braccili”. Molte imperfezioni nel racconto ma se l’IA prende il suo sapere dal web dove ognuno scrive quello che vuole, non poteva essere altrimenti. Una cosa mi ha fatto piacere : ” Umberto svolge nel suo lavoro molte battaglie per i più deboli”.
L’imperfetto dispensatore di notizie ha dimenticato di dire che proprio perché ho attaccato da sempre la politica, per quello che non fa per i deboli e i fragili, mi mise il bavaglio e…io andai via dalla Rai.
Questa è la settimana della disabilità e anche della gentilezza. Metto insieme le ricorrenze poiché collegate.I mass media ricordano le “scadenze” in ” modo peloso”, secondo me, perché a sentire i più deboli, che hanno bisogno anche di gentilezza dalla politica, passano gli anni e i problemi ,da parte di chi non ha disabilità ma cavalca l’argomento, restano gli stessi. Leggo ad esempio su “il Centro”che se si rompe la carrozzina il pezzo di ricambio te lo devi comprare da solo anche se hai una pensione di 300€.
I genitori dei ragazzi malati gravemente che assistono con amore i propri figli, si chiamano “Caregiver, e quindi, uno dei due non può lavorare, non hanno un compenso per questo, no hanno contributi per andare in pensione, perchè questo “lavoro” che costa allo Stato, non è riconosciuto. E poi la strada parco tra Montesilvano e Pescara da decenni mostra barriere architettoniche mai abbattute .
C’è anche da dire che per avere una terapia per il figlio autistico, spesso, devi ricorrere ad un giudice perché le als dicono che non ti tocca. Poi vinci, dopo mesi senza terapia, e le als ,che perdono sempre, spendono soldi per gli avvocati, che devono essere pagati giustamente anche se perdono, e quei soldi invece sarebbero utili per migliorare le terapie.
Non parliamo poi se un disabile chiede un appartamento delle case popolari per vivere con la “vita indipendente”. Girai un filmato che conferma la vergogna. A questo si aggiunga che noi normodotati, che non viviamo il problema, non ci sentiamo coinvolti con la vergogna e quindi non protestiamo anche se nella disabilità si può cadere anche se si è nati senza quei “pezzettini che non vanno”.
Bisogna ricominciare ad avere un po’ di follia che cambia il mondo ma è successo in passato . Per la settimana della disabilità io vi offro questo filmato che sembra fuori tema per l’argomento ma se lo seguite non lo è.
